Testi di approfondimento
DISCORSO DI APERTURA
" PASQUA 2026 "
La Saggezza, antica e moderna, ci insegna che il senso dell’esistenza umana è dato dal riconoscimento e dall’applicazione del Piano Divino, che governa il grande organismo universale nel quale siamo inserirti, e che si manifesta attraverso le Leggi Universali..
La comprensione di queste Leggi diventa, quindi, un requisito fondamentale della vita umana, un Bene e un dovere che rappresentano i pilastri sui quali poggia il nostro destino evolutivo.
L’evoluzione della Coscienza come sappiamo è molto lenta, e il motivo sta semplicemente nel fatto che non cogliamo le occasioni che le Leggi ci offrono per progredire.
Ogni anno, infatti, le Leggi ci offrono ripetute opportunità di crescita e di trasformazione, attraverso dei punti del ciclo annuale molto particolari. Uno di questi punti di trasformazione è la Pasqua, che governa l’Equinozio di Primavera, punto qualitativo di passaggio da uno stato energetico ad un altro. Pasqua significa, per l’appunto, passaggio.
L’Equinozio di Primavera è un punto molto importante nella nostra vita, in quanto è collegato alle energie di 2° Raggio dell’Amore-Saggezza; per tutto l’inverno, a partire dal Solstizio, il seme piantato ha avuto bisogno della massima potenza emissiva, maschile, propulsiva, che lo spingesse fuori dalla terra verso la luce, ora, all’equinozio di primavera deve trasformare la sua polarità e divenire femminile, recettivo all’energia del sole, al suo apogeo, che guiderà e nutrirà tutto il suo sviluppo e compimento.
Questa energia di 2° Raggio attrae la Coscienza da uno stato di conoscenza e di coscienza interiore all’applicazione esteriore, da uno stato di coscienza adolescenziale a quello di una maggiore maturità, dalla vita della personalità a quella dell’Anima, dalle tenebre alla Luce, dalla morte alla Resurrezione, la Resurrezione della Coscienza dalla prigionia materiale a cui si è assoggettato il nostro piccolo sé separato.
Vivere la Pasqua, quindi, significa realizzare un nuovo passaggio da uno stato di Coscienza ancora egoistico, acquisitivo, competitivo e dipendente da desideri di ogni sorta, persino quelli legati all’accrescimento spirituale, ad un altro più libero, svincolato maggiormente dai condizionamenti e dunque più spontaneamente spirituale, perché solo lo spirito è veramente libero.
E’ questa la resurrezione della Coscienza che questo passaggio ci offre, ancor più in questo passaggio epocale dall’Era dei Pesci a quella dell’Acquario, di cui quotidianamente osserviamo gli effetti.
La Gerarchia Spirituale, anch’essa espressione del 2° Raggio, ha aiutato gli uomini in questo difficile compito dando loro degli Insegnamenti molto semplici, in modo figurativo ed allegorico per far sì che si sforzassero mentalmente per cercare di trovare le chiavi di accesso a queste simbologie.
L’insegnamento più importante riguardante la Pasqua è senz’altro quello dell’uscita del Popolo Eletto dalla prigionia dell’Egitto. Il Popolo Eletto rappresenta tutti coloro che cercano di liberarsi dalla prigionia della personalità e vogliono trovare quella terra di liberazione data dalla Coscienza Causale. Gli Aspiranti Spirituali sono sicuramente una parte di questo popolo. L’Egitto simboleggia lo stato di prigionia della Coscienza, tenuta schiava dal Faraone, cioè dal potere tirannico della personalità che la costringe a servire la sua brama di affermazione e di potere. L’Egitto è anche una forma-pensiero religiosa, politica, economica e culturale governata da un’ideologia assolutista e totalitaria, che impedisce alla Coscienza di formare un proprio punto di vista imparziale e di accettare punti di vista diversi dai suoi. Se poi consideriamo che il 1° e il 7°R, in attività in questo passaggio di Era, nelle loro espressioni iniziali su coscienze ancora materiali, intensificano l’espressione di quest’ideologia comprendiamo bene la situazione mondiale che stiamo vivendo.
Ma come avviene la liberazione? L’insegnamento delle Scritture, molto utile e indicativo, suggerisce che la liberazione avviene col passaggio del Mar Rosso, simbolo del diaframma che separa i Centri inferiori da quelli superiori, il Plesso Solare dal Cuore, il Desiderio dall’Amore. L’Aspirante Spirituale, attraverso la sua forte aspirazione di Libertà e di Amore, provoca il ritiro delle acque del desiderio affinché la Coscienza possa passare indenne e senza esserne toccata. Anche il colore è molto indicativo: per ottenere la liberazione bisogna superare e lasciare dietro di sé il Rosso.
Però, noi sappiamo molto bene che la personalità non cede facilmente la sua presa e tenta continuamente di riprendere la sua preda. Solo la forte volontà dell’Aspirante Spirituale può resistere al suo inseguimento e respingerla facendola sommergere dall’Acqua di Vita che governa l’Acquario. Ugualmente avviene nel passaggio di Era: dall’Acqua del Desiderio dei Pesci, che governa l’Emotivo, all’Acqua di Vita dell’Acquario, l’Acqua di Fuoco che governa la Mente Superiore. Non a caso l’Equinozio di Primavera è connesso all’inizio dell’Ariete, Segno di Fuoco, che regge il governo della Mente: “avanzo e dal piano della mente governo”.
Ma una volta passato il diaframma non si arriva direttamente alla Terra Promessa, cioè alla Coscienza Causale, ma si entra nel deserto del Cuore, che governa il Mistico, dove avviene la purificazione dai desideri e dove ci si deve staccare completamente dalla vita precedente, fissando bene la differenza fra il prima e il dopo, fra ciò che si era e ciò che si vuole essere.
Nel deserto non ci sono punti di riferimento esteriori, si possono trovare solo dentro sé stessi e a questo proposito le Scritture presentano due figure assai particolari: Mosè ed Aronne. Ambedue sacerdoti di Dio o Discepoli che si sono assunti la responsabilità di condurre il Popolo Eletto alla Terra Promessa. Mosè, però, va dentro di Sé e sale fin sulla cima della montagna, cioè il Centro della Testa, dove trova la Divinità, l’Angelo Solare, che gli comunica le Leggi che dovranno condurre alla Terra Promessa.
Aronne non se la sente o non ci riesce e, quindi, si ferma giù nella valle, dove presenta all’adorazione del Popolo il Vitello d’Oro, un idolo appartenente al passato emotivo e, quindi, involutivo. Le Scritture dicono che un tremendo terremoto fece sprofondare tutti gli idolatri in un baratro tremendo.
Questo Insegnamento ci è molto utile oggi, perché siamo nella stessa situazione del Popolo Eletto, sia a livello annuale che epocale. Siamo chiaramente entrati nel deserto, dove non ci sono più punti di riferimento esteriori. O facciamo come Mosè e li troviamo dentro noi stessi, scalando la montagna della materia e andando al cospetto dell’Angelo Solare, al Sommo della Testa, oppure facciamo come Aronne e ci aggrappiamo ai vecchi idoli del passato, ben sapendo, però, che saremo spro-fondati nel baratro dell’involuzione.
A livello annuale la Legge ci offre una opportunità importante per liberarci da queste vecchie forme-pensiero e risorgere. A livello epocale la Legge ci obbliga: o si sale o si sprofonda. O riusciamo a liberarci da tutte quelle forme-pensiero religiose, politiche, economiche e culturali che nel passato hanno rappresentato i nostri principali punti di riferimento esteriori, per trovarne altri che partano dalle Leggi Universali, oppure diventeremo adoratori di idoli e, di conseguenza, non arriveremo alla Terra Promessa dell’Età dell’Acquario.
Passaggio, Liberazione e Resurrezione, queste sono le tre note sulle quali siamo invitati a meditare durante la Pasqua annuale ed epocale.
Che la Luce, l’Amore e la Volontà di Bene accompagnino il nostro lavoro.
DISCORSO DI APERTURA DEL "SOLSTIZIO D'INVERNO" 2025
Stiamo vivendo un momento di estrema difficoltà in questa transizione di era, che crea molta sofferenza e frustrazione. Sappiamo che il corpo dell'umanità costituisce un insieme collettivo, che la separazione tra continenti, nazioni e tra i popoli della terra è una condizione esterna transitoria, riguarda la forma, non l’essenza: le frontiere sono illusorie, esistono solo nella mente di politici, filosofi e scienziati a cui mancano i principi dell'unità, ancora ancorati ad uno spirito competitivo dove la vita prospera solo grazie alla sopravvivenza del più forte, cosa peraltro biologicamente già sconfessata dalla scienza.
Se vogliamo superare questa visione obsoleta del mondo dovremo andare noi stessi al centro dell'unità, ristabilendo un equilibrio sociale nel nostro piccolo ambiente, in modo che la somma di molti ambienti sociali porti a una generazione in grado di vedere le cose così chiaramente che non sarà più la ‘legge della forza’ ad imporsi ma la ‘forza della legge’, dapprima umana, poi universale, l’ineludibile espressione della divinità.
โ
Un sistema sociale giusto non esiste ancora nell’umanità perché ancora non c’è vero amore nell’umanità. Esotericamente invece, interiormente, esiste un’unità d’intenti in tutti gli esseri, ed è un’unità di sintesi che si trova nel cuore ed è da qui che deve partire l’impulso creativo per trasformare radicalmente la società.
È il senso dell’Amore che apre le porte dell’intelligenza e della comprensione che ci porterà a risolvere i nostri problemi.
Ogni problema umano non pertiene solo al IV regno ma coinvolge anche la Gerarchia, Shamballa e il nostro sistema solare perché l’umanità è un chakra planetario allo stesso modo in cui il nostro pianeta è un chakra sistemico e tutto è olograficamente partecipe del Regno di Dio. Ma per iniziare a comprendere il Regno di Dio dobbiamo prima comprenderci tra noi. Perché non ci comprendiamo?
Perché viviamo molto superficialmente, identificati nelle forme, che sono molto diverse tra loro e ci illudono di un senso di costante separatezza, dimenticando che lo scopo che anima qualsiasi essere, indifferentemente da razza, genere, appartenenza sociale, culturale, economica, nazionale, religiosa, politica, sessuale è il medesimo e partecipa ad un Proposito maggiore.
L’unicità dell’individuo, libero di osservare il mondo dal suo unico punto di vista, è il suo prezioso contributo alla Verità, alla Bellezza e al Bene se non si cristallizza nelle divergenze superficiali e fissa il suo sguardo al centro, dove esiste l’unità di scopo, che è radicata nel cuore di ognuno.
โ
La differenziazione settenaria che anima la diversità del mondo, la sua vera ricchezza, non è lo scopo di una divinità che vuole “conoscere sé stessa”? In tutte le sue espressioni alte e basse, attrattive e repulsive, sapendo che la repulsione è resistenza, conscia o inconscia, alla Legge di Attrazione, la Legge cosmica di Amore che realizza l’unità di coscienza.
La polarità non ha lo scopo di far nascere attrazione tra i poli? Di generare Luce attraverso la loro reciproca armonia? Di sperimentare un Amore che include progressivamente differenze sempre maggiori? Di ricostruire quel sacro Graal che contiene il sole o, come nell’arte del Kintsugi, di ricomporre tutte le fratture del vaso con l’oro della coscienza? Di gettare ponti tra rive separate? A chi spetta questo meticoloso lavoro di ricostruzione?
Rispondiamo con le parole del Maestro DK: “L’opera di ricostruzione spetterà agli uomini e alle donne intelligenti di buona volontà, e sarà loro compito ristabilire una vita nuova e felice per l’umanità, ed è per loro che scrivo (…) per coloro che hanno in cuore la buona volontà per tutti gli uomini e che, grazie ad essa, vogliono fare la loro parte per apportare al mondo pace e tranquillità, una pace basata su valori più certi che in passato, e su una progettazione più solida. In ultima analisi, non è per la pace che operano gli uomini di buona volontà, ma per la crescita dello spirito di comprensione e di cooperazione; soltanto questo sarà abbastanza forte da abbattere le barriere razziali, sanare le ferite della guerra, e costruire una nuova struttura mondiale adeguata alla richiesta intelligente delle masse.” (Esteriorizzazione della Gerarchia, p.366)
Lo Spirito Cooperativo è il segreto di tutte le relazioni e parte da ciascuno di noi là dove la Vita ci ha posto. Possiamo formare dei nuclei sacri di persone semplici e amorevoli, che siano in grado di polarizzarsi in alto, riconoscendo il valore delle cose materiali che ci circondano, ma sapendo elevarsi al di sopra di esse, concentrando l’attenzione al centro di ogni problema e al centro di ogni essere umano per vederli nella loro propria natura e ricchezza multidimensionale, con lo sguardo sintetico e unificante che la mente analitica sola non può restituire perché Saint Exupery direbbe: “non si vede bene che col cuore”, noi parafrasando Anglada diciamo che quando la mente e la sensibilità del cuore sono unite sorge un punto neutro nella coscienza dell’essere umano, che lo porta ad iniziare un nuovo ciclo di valori psicologici nel quale non c’è né dominio della mente, né della sensibilità, perché esiste un perfetto equilibrio che sprigiona nuova luce nella coscienza, esattamente come con la luce fisica, che appare solo quando il polo positivo e quello negativo sono equilibrati.
Lo spirito di cooperazione e un rinnovato impulso spirituale saranno la nostra guida in questa ricerca alchemica di equilibrio tra polarità, animata dalla buona volontà umana di comprendere, sapendo che non ci sono problemi e condizioni che non possono essere risolti con la volontà di bene.
โ
Come sappiamo in questo momento di passaggio di era è attiva una energia di 1° Raggio che impatta direttamente sulla terra con lo scopo di scuotere l’intera struttura psicologica dell’essere umano, portandolo a grandi determinazioni di natura cosmica e rendendolo capace di vivere la sua vita nelle “fertili terre dell’insicurezza”, terre dove la personalità umana perde i suoi consueti appigli rassicuranti, ma dove l’anima può seminare la sua eterna unità di luce e amore, che darà ambienti sociali completamente rinnovati, dove la lo spirito di cooperazione fiorirà nella consapevolezza della fratellanza come condizione intrinseca alla natura umana stessa, non conquistata dunque come ‘altro da sé’ , ma semplicemente rivelata ‘in sé’.
Come già ricordava il Maestro Tibetano nel secondo dopoguerra a proposito della ricostruzione di un nuovo mondo, e sono parole assolutamente attuali alla situazione odierna: (…) Non sarà facile. Le energie spirituali che saranno liberate provocheranno inevitabilmente un’opposizione. L’egoismo e l’odio, con i loro effetti secondari di cupidigia, crudeltà e nazionalismo, non sono morti né moriranno per lungo tempo ancora. Nel mondo del dopoguerra queste condizioni dovranno essere ignorate; e il nuovo gruppo di servitori del mondo e gli uomini e le donne di buona volontà dovranno operare insieme per un’educazione illuminata, per una vita economica di cooperazione, per i giusti rapporti umani in tutti i settori dell’esperienza umana, per un’attività politica corretta, per il servizio disinteressato e per una religione mondiale che ristabilirà il Cristo al Suo posto legittimo nel cuore degli uomini "(…). (Esteriorizzazione della Gerarchia p.486)
Buon lavoro a tutte e tutti dunque!
Possano gli uomini di buona volontà incontrarsi ovunque in spirito di cooperazione e
“POSSA LA COOPERAZIONE RIVELARE LO SPIRITO DI FRATELLANZA SULLA TERRA”